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EGNOS
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mwcwEGNOS è l'mwdaacronimo di mwdqEuropean geostationary navigation overlay system, ovvero mwdgSistema geostazionario europeo di navigazione di sovrapposizione ed è un sistema sviluppato dall'mwdwAgenzia Spaziale Europea, dalla mweaCommissione europea e da mweqEUROCONTROL, costituito da una rete di mwegsatelliti e basi terrestri, per incrementare l'mwewaccuratezza e l'integrità dei dati del sistema mwfaGPScite-ref-about-1-0[1] per applicazioni critiche come l'aeronavigazione o la navigazione attraverso strette zone di mare.cite-ref-about-1-1[1]
A partire dal 1º gennaio 2014 la gestione di EGNOS spetta all'mwhgagenzia del GNSS europeo, che è stata sostituita dalla nuova mwhwagenzia dell'Unione europea per il programma spaziale dal 12 maggio 2021.
Contents
• Note
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Descrizione
Il sistema EGNOS
La sua funzione principale è quella del geoposizionamento ad alta accuratezza. Il tradizionale GPS, utilizzato anche per scopi civili, nacque originariamente per garantire la navigazione dei missili intercontinentali a testata nucleare, portandoli fin sopra l'obiettivo con un'approssimazione di circa 100 metri. Per le applicazioni rivolte alla sicurezza della persona, specie nei meandri delle aree urbane, occorre invece una precisione molto maggiore. L'accuratezza di EGNOS è di circa un metro.
Per capire meglio, ipotizziamo di trovarci su un campo da calcio, con un localizzatore GPS potremo trovarci geo-referenziati in un punto qualsiasi tra l'area di rigore avversaria e la porta della nostra metà campo. Con EGNOS, saremo in grado di localizzare la nostra posizione in un'area di incertezza non superiore a quella del cerchietto del centrocampo. Nel 2001 l'mwjqAgenzia Spaziale Europea (ESA) ha sviluppato la tecnologia SISNeT specifica per l'uso nelle aree urbane, che combina i sistemi di navigazione satellitare con le reti wireless e Internet. Si va dalle tradizionali applicazioni per mwjwPDA a strumenti equipaggiati con tastiera braille e sintetizzatori vocali per la guida ai disabili della vista o anche a semplici avvisi per i pedoni che tengono conto del moto dei veicoli in prossimità rilevato via satellite, o sistemi per il pedaggio nelle aree urbane a traffico limitato.
Il servizio dimostrativo TRAN sfrutta EGNOS per rilevare le informazioni sulla posizione degli utenti e interagisce inviando segnalazioni di servizi presenti a terra (da situazioni critiche a info turistiche). Un altro progetto dimostrativo è l'integrazione delle reti mwkgTETRAPOL con EGNOS per comunicazioni sicure in ambito professionale e di mwkwpolizia. Il terminale mobile comunica la posizione dei veicoli in automatico, permettendo ad esempio l'integrazione con le mappe della città o il coordinamento di uomini e mezzi da un centro operativo unificato (oggi i mezzi di polizia e dei mwlavigili del fuoco, ad esempio, hanno coordinamenti separati e spesso non geo-localizzati in tempo reale). Inoltre, un derivato di questo sistema permetterebbe di monitorare carichi pericolosi o offrire un modo per lanciare SOS da un'auto in panne o un'abitazione, guidando con precisione i soccorritori. È possibile integrare il sistema alla rete Internet, con ampie opportunità di servizi che possono essere sviluppati.
Satelliti
In modo simile al mwlwWAAS, EGNOS è stato principalmente disegnato per l'aviazione, i cui utenti possono contare una ricezione diretta dei segnali dai satelliti geostazionari anche ad elevate latitudini. L'utilizzo di EGNOS a terra, specialmente nelle aree urbane, è limitata dalla relativamente bassa elevazione dei mwmasatelliti geostazionari: circa 30° sopra l'mwmqorizzonte per l'Europa Centrale e molto meno nel Nord Europa. Per risolvere il problema, l'ESA ha creato SISNetcite-ref-2[2]cite-ref-3[3], un servizio basato su internet per fornire agli utenti i dati EGNOS senza interruzioni anche agli utenti a terra.
| Nome Satellite & Dettagli | NMEA / PRN | Posizione | Stato |
|---|---|---|---|
| Inmarsat 3-F2 (Atlantic Ocean Region-East [ 4 ] ) | NMEA #33 / PRN #120 | 15,5° O | Ritirato |
| ARTEMIS [ 5 ] | NMEA #37 / PRN #124 | 21,5° E | Ritirato |
| Inmarsat 4-F2 (Europe Middle East Africa [ 6 ] ) | NMEA #39 / PRN #126 | 64° E | In test |
| Inmarsat 3-F1 (Indian Ocean [ 7 ] ) | NMEA #44 / PRN #131 | 64,5° E | Ritirato |
| Astra 4B (a.k.a. Sirius 5 or SES-5) [ 8 ] | NMEA #49 / PRN #136 | 5,0° E | Attivo |
| Astra 5B [ 8 ] | NMEA #36 / PRN #123 | 31,5° E | Attivo |
Stazioni di terra
Sono presenti 44 stazioni di terra collegate per creare la rete EGNOS che consiste di:
• 34 mwgwRIMS (mwhaRanging and mwhqIntegrity mwhgMonitoring mwhwStations) - riceventi il segnale dai satelliti GPS;
• 4 mwiqMCC (mwigMission mwiwControl mwjaCenters) - processamento dei dati e correzioni differenziali;
• 6 mwjgNLES (mwjwNavigation mwkaLand mwkqEarth mwkgStations) - invianti i dati di accuratezza e affidabilità ai satelliti geostazionari per permettere agli utenti finali di riceverli.
Aviazione
Esistono piani per sviluppare aiuti all'atterraggio per le linee aeree basati su EGNOS.cite-ref-9[9]
Note
cite-note-about-11. ↑ mwoq(mwogmwowENmwpa) mwpqAbout EGNOS mwpgArchiviatomwpw il 23 luglio 2011 in mwqaInternet Archivemwqq.
cite-note-22. ↑ mwrgmwrwmwsaSignal-in-Space through the Internet / Navigation / Our Activities / ESA, su mwsqesa.int.
cite-note-33. ↑ mwtqmwtgmwtwSISNeT publications, su mwuaegnos-pro.esa.int.
cite-note-41. mwvamwvqmwvgAtlantic Ocean Region-East, su mwvwnssdc.gsfc.nasa.gov.
cite-note-52. mwwwmwxamwxqARTEMIS, su mwxgnssdc.gsfc.nasa.gov.
cite-note-63. mwygmwywmwzaEurope Middle East Africa, su mwzqnssdc.gsfc.nasa.gov.
cite-note-74. mw0qmw0gmw0wIndian Ocean, su mw1anssdc.gsfc.nasa.gov.
cite-note-ses-astra-com-85. mw2gmw2wmw3aCopia archiviata, su mw3qses-astra.com. mw3gURL consultato il 7 febbraio 2011 mw3w(archiviato dall'mw4aurl originale il 28 maggio 2009).
cite-note-99. ↑ mw5amw5qmw5gAirbus transporters to be equipped for satellite landings, su mw5wflightglobal.com, 13 maggio 2011. mw6aURL consultato il 22 novembre 2011.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su EGNOS
Collegamenti esterni
• mw-qSito web, su egnos-portal.gsa.europa.eu. URL consultato il 14 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2011).